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25 May 2012 01:26 GMT+2

Newsletter 2009, n. 1 - Index
TEMATICHE DI SETTORE
A LIVELLO UE E NAZIONALE


Legge Finanziaria 2009

La Legge 22 Dicembre 2008, n.203 (“Legge Finanziaria 2009”) non ha previsto significativi interventi in favore dell'industria cantieristica. Non si è neppure provveduto all'auspicato recupero dei tagli apportati dal decreto-legge “taglia ICI” ai rifinanziamenti delle pregresse leggi di settore, circostanza che rende verosimile l'apertura di tutt'altro che agevoli contenziosi con la Pubblica Amministrazione.

Si attendeva altresì - quale conseguenza della proroga comunitaria al 31.12.2011 della Disciplina degli aiuti di Stato alla cantieristica - una integrazione di fondi per i progetti di innovazione navale di prodotti e processi, essendo ormai esaurite le risorse (75 milioni di euro) stanziate nella Legge Finanziaria di due anni fa.

Le speranze sono ora concentrate su una serie di disegni di legge “collegati” alla manovra di fine anno, all'interno dei quali potrebbero trovare accoglimento talune richieste del settore.

Al riguardo, nei giorni scorsi il Governo ha presentato un emendamento al disegno di legge governativo ( Atto Senato 1195) “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, già approvato in 2^ lettura dalla Camera dei Deputati, che autorizza 70 milioni di euro per il rifinanziamento della legge 88/2001 e 10 per il Regolamento 1177. L'auspicio è che il provvedimento, che necessita di un ulteriore passaggio alla Camera dei Deputati, possa diventare presto legge.


UE

La Commissione Europea ha adottato il 17 Dicembre 2008 un “Temporary framework for State aid measures to support access to finance in the current financial and economic crisis”. Si tratta di un provvedimento “orizzontale”, perché destinato alla pluralità dei settori industriali, che necessita peraltro della necessaria attenzione da parte del Governo Italiano.

Assonave ha, al riguardo, chiesto al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di farsi parte attiva nella valutazione delle misure consentite dalla Commissione (es. i costi delle garanzie per i prestiti bancari, forme di credito agevolato, specie per i green products, ecc.) prendendo contatti anche con il Ministero dell'Economia e il Ministero dell'Industria, in vista di una loro concreta applicazione in Italia.


Provvedimenti a livello nazionale/regionale a favore della Ricerca e dell'Innovazione

L'elaborazione nel nostro paese di una programmazione nazionale integrata delle iniziative in materia di R/I (che si basa sui fondi strutturali europei più i corrispettivi di cofinanziamento nazionale) è stata lo strumento di transizione che ha consentito un nuovo approccio al tema della competitività; tale impostazione, indicata dalla UE, prevede l'integrazione di tre fattori chiave: crescita della conoscenza (ricerca), sviluppo delle capacità (innovazione) e sviluppo delle competenze (formazione).

A tale nuovo approccio corrisponde anche un passaggio da una distribuzione dei finanziamenti a pioggia ad una concentrazione degli stessi su pochi progetti di grande valenza.

In Italia, tuttavia, rimane il problema che l'applicazione di questo quadro programmatico unitario è affidata ad una ampia varietà di soggetti (Ministeri, Regioni, Province) e rischia quindi di vedere un'implementazione frammentaria.

Per fronteggiare questa evenienza ed esprimere una progettualità integrata, è dunque necessario fare sistema, ovvero creare a supporto dei processi istituzionali dei momenti di aggregazione di tutti gli attori interessati.

In questa linea, nel campo della R/I, il settore marittimo ha saputo esprimere la Piattaforma Tecnologica Nazionale Marittima (PTNM) - un organismo in grado di rappresentare in maniera integrata le necessità del settore concretizzandole in proposte di attuazione - e i Distretti Tecnologici Regionali su tematiche marittime, quali organismi deputati alla realizzazione dei progetti.

La PTNM, oggi, è interlocutore tecnico riconosciuto dai Ministeri (a livello operativo) e dalle Regioni, grazie alla credibilità degli interventi messi in atto:
  • Definizione dell'Agenda Strategica Nazionale del Cluster del Mare
  • lancio dell'iniziativa per un Programma nazionale di ricerca per il mare - RITMARE
  • coordinamento delle imprese nell'accesso ai Bandi INDUSTRIA 2015
  • proposizione di Azioni Connesse a INDUSTRIA 2015.

Tutto questo quadro, nella pratica, configura la messa in campo di un'ampia serie di opportunità, attraverso specifici filoni di supporto finanziario con importanti dotazioni economiche, che gli attori del cluster marittimo dovranno dimostrare di saper cogliere.

Tra queste, le più sfidanti sono certamente la predisposizione ed implementazione di Grandi Progetti Strategici (Ministero Ricerca) da parte dei Distretti Tecnologici e di Azioni Connesse al Programma Industria 2015 (Ministero Industria).

Nel primo caso, è necessario che a livello regionale si sviluppi una capacità di messa a fattor comune delle necessità per il settore marittimo e che si concretizzino le stesse in proposte operative.

Nel secondo riferimento, a fronte di uno stimolo creato e guidato dalla PTNM è necessario che le competenze locali sappiano integrarsi nella prospettiva di uno sviluppo comune verso obiettivi definiti.

In entrambi i casi il ruolo del sistema imprenditoriale risulterà basilare per assicurare una ricaduta effettiva degli interventi sull'industria.


Nuova organizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

E' stato pubblicato sulla G.U. del 5 Gennaio 2009 il D.P.R. 211 del 3 Dicembre 2008 “Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Il Ministero, con decorrenza 20 Gennaio, è dunque articolato, a livello centrale, in due Dipartimenti (l'uno “per le infrastrutture, gli affari generali e il personale”, con a capo il Dott. Domenico Crocco; l'altro “per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi statistici”, con a capo l'Ing. Amedeo Fumero).

La struttura amministrativa della componente “mare” perde dunque il suo precedente livello dipartimentale e appare oggi “contenuta” in due sole Direzioni Generali, “la D.G. per il trasporto marittimo e per le vie d'acqua interna” e “la G.G. per i porti”.

Sulle sopramenzionate scelte organizzative - ispirate sicuramente da esigenze di economie di costi e di funzionalità amministrativa - il cluster delle industrie marittime ha espresso le proprie valutazioni, lamentando la marginalità, almeno formale, cui il trasporto marittimo sembra essere stato relegato.

Il Ministro Matteoli è ora chiamato a nominare i responsabili delle Direzioni Generali. L'auspicio è che sia assicurata una adeguata continuità alla gestione delle problematiche marittime.



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