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Legge Finanziaria 2009
La Legge 22 Dicembre 2008, n.203 (“Legge Finanziaria
2009”) non ha previsto significativi interventi in favore
dell'industria cantieristica. Non si è neppure provveduto
all'auspicato recupero dei tagli apportati dal decreto-legge “taglia
ICI” ai rifinanziamenti delle pregresse leggi di settore,
circostanza che rende verosimile l'apertura di tutt'altro che
agevoli contenziosi con la Pubblica Amministrazione.
Si attendeva altresì - quale conseguenza della proroga
comunitaria al 31.12.2011 della Disciplina degli aiuti di Stato alla
cantieristica - una integrazione di fondi per i progetti di
innovazione navale di prodotti e processi, essendo ormai esaurite le
risorse (75 milioni di euro) stanziate nella Legge Finanziaria di
due anni fa.
Le speranze sono ora concentrate su una serie di disegni di
legge “collegati” alla manovra di fine anno, all'interno
dei quali potrebbero trovare accoglimento talune richieste del
settore.
Al riguardo, nei giorni scorsi il Governo ha presentato un
emendamento al disegno di legge governativo ( Atto Senato 1195)
“Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle
imprese, nonché in materia di energia”, già
approvato in 2^ lettura dalla Camera dei Deputati, che autorizza 70
milioni di euro per il rifinanziamento della legge 88/2001 e 10 per
il Regolamento 1177. L'auspicio è che il provvedimento, che
necessita di un ulteriore passaggio alla Camera dei Deputati, possa
diventare presto legge.
UE
La Commissione Europea ha adottato il 17 Dicembre 2008 un
“Temporary framework for State aid measures to support access
to finance in the current financial and economic crisis”. Si
tratta di un provvedimento “orizzontale”, perché
destinato alla pluralità dei settori industriali, che
necessita peraltro della necessaria attenzione da parte del Governo
Italiano.
Assonave ha, al riguardo, chiesto al Ministero delle
Infrastrutture e Trasporti di farsi parte attiva nella valutazione
delle misure consentite dalla Commissione (es. i costi delle
garanzie per i prestiti bancari, forme di credito agevolato, specie
per i green products, ecc.) prendendo contatti anche con il
Ministero dell'Economia e il Ministero dell'Industria, in vista di
una loro concreta applicazione in Italia.
Provvedimenti a livello nazionale/regionale a favore della
Ricerca e dell'Innovazione
L'elaborazione nel nostro paese di una programmazione nazionale
integrata delle iniziative in materia di R/I (che si basa sui fondi
strutturali europei più i corrispettivi di cofinanziamento
nazionale) è stata lo strumento di transizione che ha
consentito un nuovo approccio al tema della competitività;
tale impostazione, indicata dalla UE, prevede l'integrazione di tre
fattori chiave: crescita della conoscenza (ricerca), sviluppo delle
capacità (innovazione) e sviluppo delle competenze
(formazione).
A tale nuovo approccio corrisponde anche un passaggio da una
distribuzione dei finanziamenti a pioggia ad una concentrazione
degli stessi su pochi progetti di grande valenza.
In Italia, tuttavia, rimane il problema che l'applicazione di
questo quadro programmatico unitario è affidata ad una ampia
varietà di soggetti (Ministeri, Regioni, Province) e rischia
quindi di vedere un'implementazione frammentaria.
Per fronteggiare questa evenienza ed esprimere una progettualità
integrata, è dunque necessario fare sistema, ovvero creare a
supporto dei processi istituzionali dei momenti di aggregazione di
tutti gli attori interessati.
In questa linea, nel campo della R/I, il settore marittimo ha
saputo esprimere la Piattaforma Tecnologica Nazionale Marittima
(PTNM) - un organismo in grado di rappresentare in maniera integrata
le necessità del settore concretizzandole in proposte di
attuazione - e i Distretti Tecnologici Regionali su tematiche
marittime, quali organismi deputati alla realizzazione dei progetti.
La PTNM, oggi, è interlocutore tecnico riconosciuto dai
Ministeri (a livello operativo) e dalle Regioni, grazie alla
credibilità degli interventi messi in atto:
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Definizione dell'Agenda Strategica Nazionale del Cluster del Mare
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lancio dell'iniziativa per un Programma nazionale di ricerca per il
mare - RITMARE
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coordinamento delle imprese nell'accesso ai Bandi INDUSTRIA 2015
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proposizione di Azioni Connesse a INDUSTRIA 2015.
- Tutto questo quadro, nella pratica, configura la messa in campo
di un'ampia serie di opportunità, attraverso specifici filoni
di supporto finanziario con importanti dotazioni economiche, che gli
attori del cluster marittimo dovranno dimostrare di saper cogliere.
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- Tra queste, le più sfidanti sono certamente la
predisposizione ed implementazione di Grandi Progetti Strategici
(Ministero Ricerca) da parte dei Distretti Tecnologici e di Azioni
Connesse al Programma Industria 2015 (Ministero Industria).
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- Nel primo caso, è necessario che a livello regionale si
sviluppi una capacità di messa a fattor comune delle
necessità per il settore marittimo e che si concretizzino le
stesse in proposte operative.
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- Nel secondo riferimento, a fronte di uno stimolo creato e
guidato dalla PTNM è necessario che le competenze locali
sappiano integrarsi nella prospettiva di uno sviluppo comune verso
obiettivi definiti.
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- In entrambi i casi il ruolo del sistema imprenditoriale
risulterà basilare per assicurare una ricaduta effettiva
degli interventi sull'industria.
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- Nuova organizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti
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- E' stato pubblicato sulla G.U. del 5 Gennaio 2009 il D.P.R. 211
del 3 Dicembre 2008 “Regolamento recante riorganizzazione del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.
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- Il Ministero, con decorrenza 20 Gennaio, è dunque
articolato, a livello centrale, in due Dipartimenti (l'uno “per
le infrastrutture, gli affari generali e il personale”, con a
capo il Dott. Domenico Crocco; l'altro “per i trasporti, la
navigazione e i sistemi informativi statistici”, con a capo
l'Ing. Amedeo Fumero).
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- La struttura amministrativa della componente “mare”
perde dunque il suo precedente livello dipartimentale e appare oggi
“contenuta” in due sole Direzioni Generali, “la
D.G. per il trasporto marittimo e per le vie d'acqua interna”
e “la G.G. per i porti”.
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- Sulle sopramenzionate scelte organizzative - ispirate
sicuramente da esigenze di economie di costi e di funzionalità
amministrativa - il cluster delle industrie marittime ha espresso le
proprie valutazioni, lamentando la marginalità, almeno
formale, cui il trasporto marittimo sembra essere stato relegato.
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- Il Ministro Matteoli è ora chiamato a nominare i
responsabili delle Direzioni Generali. L'auspicio è che sia
assicurata una adeguata continuità alla gestione delle
problematiche marittime.
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