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25 maggio 2012 01.25 GMT+2

Sommario Lettera-notiziario 2009, n. 1
ANDAMENTO DEL MERCATO MONDIALE


Nell'Assemblea Assonave del 17 settembre, commentando la situazione della cantieristica mondiale, veniva citato il rallentamento in corso nella domanda di navi; un rallentamento consistente ma comunque fisiologico dopo quasi un quinquennio di crescita così elevata da portare il portafoglio ordini dei cantieri (199 milioni di tslc a settembre 2008) a ragguagliarsi a circa il 70% del tonnellaggio della flotta mondiale esistente.

Si auspicava un “atterraggio morbido” del ciclo dello shipping, nella speranza che per il nostro settore non si ripetessero rotture gravi negli equilibri del mercato per il combinato effetto di una stagnazione della domanda e di una crescita della capacità produttiva della cantieristica ben oltre il necessario, per mire egemoniche dei produttori consolidati o per l'ingresso di nuovi produttori.

Lo scoppio della crisi, prima finanziaria e poco dopo economico-finanziaria, a rischio recessione lunga e profonda, ha colpito anzitutto i carichi secchi, facendo crollare i noli per bulk e portacontainer , che rappresentano circa il 50% della flotta mondiale. Meno sembrano soffrirne i carichi liquidi, anche se si calcola che quasi un terzo del tonnellaggio cisterniero è oggi impegnato nello stoccaggio speculativo di petrolio.

La stretta creditizia e il precipitare del quadro economico di riferimento spiegano il moltiplicarsi del numero di ordini annullati o da rinegoziare (sarebbe in forse circa il 30% del suddetto portafoglio), e con essi le crescenti difficoltà gestionali, fino al profilarsi della chiusura di siti, specie di quelli più recenti creati nel sud-est asiatico e in Cina. Più limitate sono le ripercussioni per i maggiori costruttori, meno toccati dal fenomeno delle cancellazioni.

La crisi non sta risparmiando neppure il comparto delle navi passeggeri. I grandi operatori del settore crocieristico esitano a passare nuovi ordini ai cantieri preferendo per ora un prudente wait and see e la rinuncia alle opzioni. E questo vale anche per i traghetti.

Nella generale prospettiva a medio termine di un mercato navale sempre più ristretto e competitivo, si reagisce, per intanto, con interventi di natura industriale, finalizzati essenzialmente alla riduzione dei costi.

Non sarà comunque facile da scongiurare l'accendersi di una guerra dei prezzi, con il ben noto corollario degli aiuti pubblici al settore, campo nel quale Corea e Cina, in particolare, hanno dato prova di essere notevolmente disinvolte, mentre per l'Ue questi provvedimenti sono da tempo quasi un tabù.

Il timore, in altre parole, è che si pongano le basi di una durevole distorsione competitiva, che penalizzerebbe soprattutto la cantieristica europea. Gli interventi quindi - se vi saranno - dovrebbero farsi con il massimo di coordinamento internazionale.

Occorrerà quindi promuovere un'azione concertata nei confronti della UE - sulla base di una puntuale documentazione degli interventi attuati dai paesi del Far East a favore della cantieristica - per ottenere, anche in Europa, provvedimenti di supporto al settore che consentano di superare l'attuale caduta della domanda.

A titolo indicativo potrebbe essere stimolata, con opportuni pacchetti economico/finanziari, una domanda addizionale di prodotti ad alta qualificazione, quali navi a livello di inquinamento molto contenuto, ferries di nuova generazione, unità di sorveglianza a tecnologia avanzata, ecc.

Quanto al futuro, la Cina resta l'ago della bilancia per ciò che attiene la ripresa dei traffici via mare, ora di molto rallentati sulle principali tratte tra Asia e America e tra Asia ed Europa. Gli effetti sul Pil dei piani pensati in queste grandi aree a sostegno e stimolo all'economia reale non potranno che manifestarsi gradualmente, e per intanto, le previsioni intermedie sono riviste di volta in volta al ribasso; le ultime del FMI danno per il 2009 un Pil mondiale sceso ad appena +0,5% e un commercio internazionale in calo di circa 5 punti.

Si conferma comunque l'ottimismo di fondo sullo sviluppo del commercio mondiale, con l'apporto sempre più incisivo delle economie emergenti, e quindi sul futuro dello shipping. Al di la di una temporanea difesa delle frontiere economiche la globalizzazione resta un fenomeno irreversibile, anche se oggi è pressoché impossibile prevedere il risultato del cambiamento che si sta producendo.

Venendo più specificamente al quadro di mercato, si evidenziano le seguenti situazioni.

Secondo dati preconsuntivi, nel 2008 la domanda mondiale di nuove costruzioni si è dimezzata rispetto al 2007, attestandosi a 41 Mil.Tslc (circa 86 Mil.Tslc nel 2007, -52 %).


ORDINI TOTALI

(Mil.tslc)

(Mil.tslc)

2005

2006

2007

Preconsuntivo
2008

Cruise

1,2

1,5

1,7

0,2

High Tech

14,4

18,7

20,5

10,4

Standard

22,7

35,3

63,7

30,4

Totale

38,3

55,5

85,9

41,0


⇒ 
  -52,2%  


Assolutamente particolare l'ultimo trimestre del 2008 durante il quale si è assistito ad un pratico azzeramento degli ordini emessi: la fonte Lloyd's Fairplay segnala il perfezionamento di contratti per poco più di 1 Mil.Tslc.




Nel comparto standard sono stati emessi ordini per complessivi 30,4 Mil.Tslc, contro i 63,7 del 2007 (-52%). Tutte le tipologie, ad eccezione delle tankers, segnano forti riduzioni della domanda.




Nel comparto high tech gli ordini sono stati pari a 10,4 Mil.Tslc (-49%). Il calo di domanda è stato generalizzato, fatta eccezione per le unità ferries dove per la prima volta compare un consistente pacchetto di ordini emessi da compagnie cinesi a favore di cantieri nazionali.




Gli ordini di navi da crociera di stazza lorda superiore a 10.000 emessi nel 2008 ammontano a sole 3 navi (173 mila Tslc), contro le 16 unità del 2007 (1,7 Mil.Tslc) e le 13 del 2006.


Per quanto attiene alla ripartizione degli ordini per aree, emerge che:

  • nel 2008 la cantieristica europea ha acquisito ordini per 2,1 Mil.Tslc (- 64% rispetto al 2007), corrispondente ad un 5% degli ordinativi mondiali. Sia nel segmento standard che in quello high tech le sue quote di mercato rimangono pressochè invariate attorno al 2% e al 12%.
  • La cantieristica giapponese ha ottenuto ordini per 6,3 Mil.Tslc (- 37%), corrispondenti al 16% del mercato, contro il 12% del 2007. Rimane pressoché invariata la quota nel comparto standard (14%) mentre cresce dal 9% al 20% quella nell'high tech.
  • La cantieristica coreana mantiene la leadership con circa 15 Mil.Tslc acquisiti, pari ad una quota di mercato del 36%. In dettaglio, si è aggiudicata il 40% della domanda di navi standard ed il 27% di quella di navi high tech.
  • La Cina, con acquisizioni pari a 13 Mil.Tslc, si assicura una quota del 32%, in linea con quella dell'anno scorso. In particolare ha conseguito una quota del 36% nel comparto standard e del 21% in quello high tech.



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