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23 maggio 2017   

I cantieri navali tedeschi chiedono norme chiare per competere con l'indebolita ma sempre temibile concorrenza asiatica

Lüken: gli sforzi per introdurre le norme antidumping e antisovvenzioni non hanno ancora avuto successo

L'associazione dei cantieri navali tedeschi è soddisfatta dei risultati conseguiti negli ultimi anni dalla categoria che rappresenta. La Verband für Schiffbau und Meerestechnik (VSM) ha elencato oggi i più recenti successi dell'industria navalmeccanica nazionale: «navi da crociera che rispettano l'ambiente, la più grande nave sismica offshore per la prospezione del petrolio e del gas, il più lungo mega yacht di sempre, la più innovativa nave per la ricerca scientifica mondiale, i sottomarini a celle a combustibile e navi posa cavi e posa tubazioni e piattaforme offshore con convertitore d'eccellenza - ha evidenziato l'associazione - sono solo alcuni esempi dell'attuale portafoglio di prodotti high-tech del settore della costruzione navale e dell'ingegneria navale tedesca».

Questi risultati positivi - ha spiegato la VSM - sono stati ottenuti perché negli ultimi dieci anni molti costruttori tedeschi si sono posizionati con successo in consistenti nicchie del mercato mondiale.

Ricordando che «negli ultimi anni la cantieristica navale tradizionale si è trasferita in gran parte in Estremo Oriente - l'associazione tedesca - ha rilevato che «tuttavia quella regione sta ora accusando perdite di una grandezza tale che sarebbero inimmaginabili in una nazione come la Germania. Il costruttore navale giapponese Mitsubishi Heavy Industries - ha precisato la VSM - è stato il primo grande gruppo navalmeccanico asiatico a registrare perdite: l'azienda giapponese ha dichiarato che le sue perdite correlate a due navi da crociera sono ammontate a circa un miliardo di dollari. Hyundai Heavy Industries, la più grande impresa di costruzione navale a livello mondiale, attribuisce il suo deficit di bilancio di quasi tre miliardi di dollari principalmente a diversi progetti importanti per l'industria offshore del petrolio e del gas. Ma anche queste cifre sono decisamente superate dalle perdite subite da almeno due dei maggiori cantieri navali cinesi, Rongsheng Heavy Industries e STX Dalian, che hanno riportato rispettivamente perdite di 3,1 miliardi e 3,8 miliardi. E questi - ha sottolineato l'associazione germanica - sono solo alcuni esempi che evidenziano enormi squilibri strutturali su scala globale: le aggressive strategie di espansione perseguite in passato da diversi operatori chiave del mercato si stanno ora scontrando con l'indebolimento globale della domanda»

Invece - ha rilevato Harald Fassmer, presidente della VSM e amministratore delegato del cantiere navale Fassmer Werft - «contrariamente a questo trend globale, nel corso dell'ultimo anno l'industria delle costruzioni e dell'ingegneria navale tedesca ha avuto risultati abbastanza soddisfacenti: sono stati registrati notevoli aumenti dei volumi di produzione, dell'acquisizione di ordini e della consistenza del portafoglio ordini. Tuttavia - ha precisato Fassmer - anche se le aziende di questa nazione non sono colpite in pieno dagli sviluppi globali, le nuove soluzioni e i successi vengono presto copiati da altri produttori e la crisi ha spinto ancora una volta a molti dei Paesi concorrenti a lanciare rilevanti programmi di aiuti». «Questi - ha denunciato il direttore generale della VSM, Reinhard Lüken - sono gli stessi governi che per decenni hanno ostacolato l'introduzione di decine di norme vincolanti sul commercio internazionale specifiche per il settore della costruzione navale. Gli sforzi per introdurre le norme antidumping e antisovvenzioni, che in altre industrie costituiscono la solida base strutturale del mercato globale, non hanno ancora avuto successo».

L'associazione navalmeccanica tedesca ha osservato che gli USA «hanno tratto le proprie conclusioni da questa situazione facendo propria al cento per cento una politica protezionista per l'industria navale. Secondo la legge statunitense - ha ricordato la VSM - tutte le navi destinate a commerci americani devono essere costruite negli Stati Uniti». «Questo - ha specificato Lüken - non può certamente costituire un modello per la Germania, ma dovrebbe essere un punto chiave nell'agenda dei negoziati TTIP».

«Più urgente - ha spiegato Fassmer - è che i governi a livello nazionale ed europeo adottino una solida politica industriale che punti a dispiegare il potenziale di crescita del settore marittimo. Per migliorare lo stato dell'attività delle nostre medie imprese e aiutarle ad avere successo - ha chiarito Fassmer - dovrebbe essere definito un quadro ben pianificato di condizioni di sostegno e di misure efficaci, in particolare per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione. La nostra risposta alle sfide globali - ha concluso il presidente della VSM - è costituita dalle riconosciute qualità delle medie imprese tedesche».




 
 


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